Attivo dall’inizio degli anni 2000, Populous è l’alias (indie)elettronico di Andrea Mangia, musicista e producer di Lecce la cui cifra stilistica si caratterizza da sempre per un gusto hip hop post-Boards Of Canada nell’intendere varie latitudini del pop, da quello strumentale sciolto nel glich e nel folk a quello tinto nella r’n’b e nello shoegaze.

Quipo, esordio del 2002, inaugura un sodalizio con Morr Music che durerà quasi tutto il decennio, periodo in cui il cuore pulsante della musica elettronica e quello del producer salentino evolvono di pari passo da sperimentazioni di stampo glitch a quelle in area folktronica/abstract-hop fino a naturali ricongiungimenti con un portato “indie” inteso nel senso più agrodolce e nobile del termine. Nel secondo album Queue For Love, Andrea matura una personale via bucolico-pop-tronica circondandosi ospiti importanti – DoseOne dei Clouddead (My Winter Vacation) e Matilde Davoli degli StudioDavoli(BuncoClap Like Breeze), la chitarra di Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò (Hip-Hop Cocotte) e quella di Antonio Gaballo (Drop City) – e ispirandosi tanto ai ritmi di Prefuse 73, quanto all’approccio di Four Tet, contraddistinguendo cioé il sound sia con campionamenti 60s e 70s, sia con un’elettronica di casa Warp ma con un gusto tutto casalingo nel produrla.

Drawn In Basic, del 2008, rappresenta dunque l’affondo nelle rotondità del dream pop e nei sintetizzatori di Raymond Scott, un disco a doppia firma Populous e Short Stories, ovvero il newyorchese Michael McGuire, che inaugura anche una modalità d’intendere l’indietronica che proseguirà, negli anni Dieci, con i duo Life & Limb (sempre con McGuire) e Girl With A Gun (con Matilde De Rubertis degli Studio Davoli). Dell’album, inoltre, esiste anche una versione composta di remix – Drawn In Basic Remixed – cartina tornasole dei numerosi legami e apprezzamenti ricevuti dal producer: da Martyn a Opiate, fino ai ragazzi del Lower End Theory e della label Brainfeeder come Teebs, producer con il quale in ballo c’è l’idea di produrre un disco che viene successivamente abbandonata per questioni di salute.

Dopo una pausa forzata di sei anni, Mangia torna ad utilizzare l’alias Populous in Night Safari, un lavoro che sigla una rinascita artistica per il producer, scriviamo in sede di recensione, oltre che un rinnovato approccio negli arrangiamenti e nella progettualità. L’hip hop di sempre, da astratto, si è ingrossato di bassi e 808, i campionamenti, numerosi e provenienti dalla discoteca del padre, sono ora un portato pan-africano di un manipolo di producer italiani come Digi G’Alessio/Clap! Clap! e dj Khalab che già parlano, di comunità. I sintetizzatori, dalle spazialità warpiane passano alla psichedelia di James Holden e a quella di Caribou (Dead Sea), mentre l’elettronica del sogno trova nuovi abiti pop grazie alle voci di Cuushe (Fall) e Iokoi. In dialettica con il Tayi Bebba di Clap! Clap!, il lavoro punta a una personale visione world elettronica, tra una buona dose di ritmi esotici tagliati con mentalità hip hop e qualche episodio concentrato sulla melodia, spaziando da drum programming e sincopati in zona Mad Decent/Diplo fino alla francia degli AIR o il japan pop.